Choreographic bodies

Choreographic bodies

L'esperienza della Motion Bank nel progetto multidisciplinare di Forsythe


Ricerche 29
Uscito il 06/2016
200 pagine
Isbn: 9788875273200
Aree: Teatro

 


 


 


 


 


 


 


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Questo libro è il risultato di un’esperienza di ricerca contestualizzata all’interno della pratica coreografica contemporanea e presenta riflessioni inedite, derivanti dal dialogo che l’autrice ha avuto con gli esperti coinvolti nell’iniziativa Motion Bank, l’ultimo sofisticato progetto multidisciplinare del coreografo William Forsythe e della Forsythe Company.
Adottando il punto di vista “panoramico” dell’evoluzionismo, l’indagine che viene proposta mira a esaminare e spiegare i choreographic bodies, ossia alcuni aspetti della body knowledge che il performer contemporaneo esperisce attraverso le forme d’arte della danza e della coreografia.
Il filo rosso che lega la spiegazione del complesso oggetto di studio è il concetto di score. Lo score è una tecnica, uno strumento digitale, un algoritmo necessario per leggere la danza dell’essere umano, acquisire informazioni e far evolvere la conoscenza contenuta nella pratica coreutica.
Il corpo del performer è il primo score a essere analizzato dall’autrice, che mette in luce il cambiamento neurofisiologico del corpo durante la formazione in una tecnica coreutica e poi nel training fisico. La prima parte del libro affronta perciò temi inerenti la percezione e la propriocezione del performer (il focusing; l’embodiment; il dis-focus; il balance e l’off-balance) e si conclude con uno studio sul movimento sincronico tra performer e performer durante una performance coreografica dal vivo basata su sistemi di improvvisazione. La seconda parte illustra i metodi dei coreografi coinvolti nel progetto Motion Bank – Forsythe, Hay, Burrows e Fargion – al fine di illustrare uno studio sui principi-che-ritornano nel confronto fra le differenti poetiche coreografiche. La terza e ultima parte riflette sul processo di digitalizzazione del pensiero coreografico e documenta la creazione dei Motion Bank Digital Scores.
Il libro è arricchito dai testi introduttivi di Scott deLahunta e Luciano Mariti.



Letizia Gioia Monda, coreografa e performer con background in danza classica e contemporanea, da anni si dedica allo studio della body knowledge nella danza e nella coreografia all’interno della Motion Bank. Membro di AIRDanza (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza), è regular guest del Dance Engaging Science Workgroup e collabora con le università La Sapienza e Roma Tre.


 


Leggi qui la recensione di Francesca Bernabini per Danzaeffebi.


Giovanna Scalzo consiglia il libro su La lettura - Corriere della sera.


Leggete tra i materiali del libro la recensione di Massimiliano Craus per Danza sì.


Leggi qui la recensione di Michele Olivieri per La Nouvelle Vague.


Leggo qui la recensione di Lucia Medri per Teatro e Critica.


Leggi qui la recensione di Leonilde Zuccari per Giornale della danza.


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Creare è senza dubbio una delle principali peculiarità umane. Un istinto primario, una necessità irrinunciabile, che nasce dal bisogno di immortalità. Dall’impossibilità di accettare la nostra finitezza, il nostro limite più profondo. Per questo facciamo figli, erigiamo cattedrali, costruiamo città, realizziamo opere d’arte. Per restare. Per esserci anche oltre di noi. Per superare i limiti che la natura ci impone. E creare è sempre un atto d’amore.