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Ultima anticipazione da The Dark Side
02/05/2016 -

Ultima anticipazione dalla nostra pubblicazione sugli antieroi del cinema e delle serie TV, "The dark side" in libreria e sul nostro sito da giovedì 28 aprile.


Il politico di House of Cards rappresenta, sullo spettro dei personaggi antieroici, il punto di massima negatività. Non è un uomo alla deriva, avviluppato in una crisi sempre più grave. È invece, da subito, l’antitesi di un eroe: è spietato, immorale. Un autentico villain messo al centro del racconto. Una figura che, entro un modulo narrativo tradizionale, sarebbe stata il temibile antagonista dell’eroe. […] Invece è il protagonista di una serie, con un’immoralità palese agli occhi dello spettatore. Però Underwood non è solo immorale. La negatività è un tratto saliente accompagnato da un insieme di altri elementi che ci convincono ad adottare il suo punto di vista sugli eventi, a stare insieme con lui mentre li affronta nonostante crudeltà e abiezioni. È, cioè, attivata una efficace retorica narrativa.


La scrittura del pilot lavora da subito affinché la cattiveria non sia uno stimolo alla disaffezione, non appaia come una nota banalmente monocorde, unicamente sintomo di degrado umano. La sceneggiatura articola viceversa il personaggio per renderlo affascinante, degno “compagno” nell’esplorazione prolungata di questioni profonde che la natura dell’uomo già nei primissimi istanti suggerisce.


Conosciamo Frank sulla soglia di casa sua. In strada una macchina ha investito il cane dei suoi vicini. [...] rimasto solo con l’animale, compie un gesto impressionante, che si fissa nella mente del pubblico, connotando il suo personaggio. Underwood finisce il cane con le sue mani.


La sua freddezza è fuori dal comune. La sua decisione, la sua impermeabilità alla sofferenza dell’animale morente sono ferini. Una negatività che spaventa. D’altra parte, l’azione che compie non è radicalmente sbagliata. Frank ha posto fine allo strazio con buona probabilità anticipando quello che avrebbe fatto, sia pure con soluzioni più ortodosse, un veterinario. Assenza di scrupoli e necessità si fondono nell’intervento, così come nelle parole che guardando in macchina Frank ci rivolge per spiegarcelo: “Ci sono due tipi di dolore: quello che ti rende forte, e il dolore inutile, ovvero quello che è solo sofferenza... Io non ho pazienza per le cose inutili.”


Si è attratti dalla totale padronanza della situazione, si è inquieti per il potenziale di minaccia che c’è dentro il personaggio, si è lusingati dalla confidenza speciale che ci offre parlandoci. In più, nel proposito di voler identificare il pirata della strada, lo abbiamo sentito dalla nostra parte. Il framing – la cornice concettuale entro cui la serie ci porta a inquadrare Underwood – è quella di un leader.


Su questa base, la retorica con cui il racconto istituisce la sintonia emotiva con il personaggio – lo rende interessante e degno di coinvolgimento – si completa nei minuti seguenti.
Raggiunta con la moglie la festa di fine anno del partito, Underwood ci concede ancora la sua speciale attenzione con un altro aside. Non sentito dai presenti, ci introduce i più illustri: personalità politiche fresche di successo elettorale. La franchezza e la prova di carattere della scena iniziale rendono la sua testimonianza del tutto affidabile mentre degli invitati, ignari e sorridenti, il protagonista ci dipinge un quadro che ne mette a nudo debolezze e mediocrità.


[...] Le premesse per la mossa con cui culmina la retorica narrativa di lancio sono così poste tutte. La sintonia con il protagonista, infatti, è sigillata con l’incidente scatenante della vicenda, poco più avanti. Questo perché l’evento consiste in un’ingiustizia ai danni di Underwood. La promozione che si aspettava, che con il suo lavoro sporco si è strameritato, che, apprendiamo, gli è stata esplicitamente promessa dal neopresidente, gli viene negata: è stato scelto un altro per la carica di segretario di Stato. La notizia, datagli dalla capo staff della Casa Bianca (la sua “portinaia”), ci convince a stare con lui: siamo dalla sua parte, perché Underwood, nelle cruciali fasi di avvio del racconto, è qualcuno che riceve un torto. Torto aggravato dal fatto che i suoi autori – secondo l’idea che ci è stata passata di loro – sono dei mediocri: dunque un atto doppiamente arrogante. A queste condizioni, il fatto che la fame di potere di Underwood si scateni di qui senza alcuna remora, ci sembra stare più che bene nelle regole del gioco.


Per le altre anticipazione continuate a leggere di più.

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Il teatro di Peter Brook all'Argentina di Roma
02/05/2016 -

 

Venerdì 6 maggio alle ore 17.00 vi aspettiamo a Roma al Teatro Argentina (Largo di Torre Argentina, 52). 

Maddalena Pennacchia, docente di Letteratura inglese a Roma Tre, Fabrizio Deriu, docente in Discipline dello Spettacolo all'università di Teramo, e Pino Tierno, Direttore artistico del festival "In altre parole", si confronteranno sull'esperienza e il pensiero teatrale del regista inglese Peter Brook.

Letture a cura di Ferdinando Ceriani, con Carla Ferraro e Ruben Rigillo.

Non mancate!