La qualità del perdono

Peter Brook
Traduzione di Pino Tierno

La qualità del perdono

Riflessioni sul teatro a partire da Shakespeare


Voci e volti dello spettacolo 14
Uscito il 03/2015
80 pagine
Isbn: 9788875272944
Aree: Teatro
Keyword: Regia

 


 


 


 


 


Le regie di Peter Brook hanno trasformato, nel corso degli ultimi decenni, il modo di concepire Shakespeare e il suo teatro. Le illuminazioni del grande maestro inglese hanno rischiarato e reso palpitanti moltissime delle pagine scritte dal più grande drammaturgo di tutti i tempi. Da Re Giovanni del 1945 fino al suo ultimo Amleto in francese, Brook non ha mai smesso di scandagliare le profondità del genio di Stratford. Le sue esperienze di lavoro e di passione, maturate in oltre un cinquantennio, si ritrovano distillate nelle straordinarie riflessioni proposte in questo volume, piccolo solo nel formato, curato e tradotto in italiano da Pino Tierno.
Un dramma di Shakespeare può racchiudere le esperienze di una vita intera. Il doloroso quanto necessario conflitto fra opposti è alla base dell’opera del Bardo. Ordine e Caos, Dentro e Fuori, Luce e Oscurità: sono solo alcune delle dicotomie ricorrenti nelle opere di Shakespeare. Non c’è impulso o sentimento umano che nelle sue opere non sia stato riflesso e analizzato. Fino ad arrivare a La tempesta, dove la qualità del perdono sembra trascendere e vivificare ogni nostra possibilità di comprensione.


Peter Brook è unanimemente considerato uno dei più importanti registi teatrali del mondo. Nella sua eccezionale carriera spiccano le regie di Tito Andronico (1955) con Laurence Olivier e Vivien Leigh e Re Lear (1962) con Paul Scofield; poi di Marat/Sade (1964) e di Sogno di una notte di mezza estate (1970) con la Royal Shakespeare Company. Dopo il suo trasferimento a Parigi e la nascita del Centre International de Créations Théâtrales presso il Théâtre Des Bouffes Du Nord, ha diretto una serie di produzioni ai confini del teatro, quali La Conferenza degli uccelli (1976), Ik (1975), Mahabharata (1985) e La tragedia di Amleto (2000). Fra i suoi film si ricordano Il signore delle mosche (1969), Re Lear (1970) e Mahabharata (1989). I suoi libri hanno influenzato generazioni di registi e attori.


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"Fare scuola con l'arte": la lettera di un'insegnante
19/02/2018 -

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera della docente Luisanna Ardu dell'Istituto Comprensivo "Randaccio-Tuveri-Don Milani" di Cagliari:

«Il libro mi è piaciuto moltissimo, mi fa pensare che la scuola che "ci piace" c'è ed è viva. Le quattro esperienze raccontate sono così coinvolgenti che dovrebbero essere lette soprattutto dalle giovani e future maestre affinché possano ispirarsi per attuare nelle loro classi didattiche coinvolgenti e significative. Infatti ne ho regalato una copia alla mia tirocinante.  

Quando ero giovane incappai nella lettura de Il paese sbagliato, di Mario Lodi... fu una lettura illuminante che mi aiutò a costruire situazioni simili nelle mie classi, insomma mi ispirai (con molta modestia, per carità!) agli insegnamenti del Maestro. Ecco, il racconto delle quattro esperienze didattiche, letto ora che ho più di trent'anni di lavoro alle spalle, mi ha fatto rivivere quell'emozione.

Brave!

Il libro va portato in giro  e pubblicizzato perché non fornisce ricette, ma spunti significativi utilissimi a chi dentro la scuola inizia, ma anche a chi ha bisogno di un po' di energia per continuare.»