Nuovo cinema tedesco

Alessandro Izzi, Giovanni Spagnoletti

Nuovo cinema tedesco

da Herzog a Wenders, da Fassbinder a Kluge, analizzati, fotogrammi alla mano, nei loro procedimenti tecnico-formali


Manuali di script  116
Uscito il 05/2009
135 pagine
Isbn: 978-88-7527-067-4
Aree: Cinema

 


 


 


 


 


Il recente successo di film come Good Bye Lenin o il premio Oscar Le vite degli altri ha riportato la cinematografia tedesca al centro dell’attenzione internazionale a circa vent’anni dalla conclusione della stagione del Nuovo Cinema Tedesco. Molti degli autori contemporanei, infatti, affondano le proprie radici in quel movimento nato a cavallo degli anni Sessanta a seguito della Nouvelle Vague francese, quando un gruppo di giovani registi iniziò a riunirsi sotto l’egida del manifesto di Oberhausen (1962) rivendicando i fasti del passato espressionista ma orientandosi al nuovo, all’originale, al libero. La differenza, rispetto ai colleghi francesi, stava in una dimensione politica: nel rifiutare il cinema dei padri (ma non quello dei nonni: Fritz Lang o Friederich Murnau) i filmmaker del Nuovo Cinema Tedesco rifiutavano ogni compromissione con l’eredità del nazionalsocialismo. Questo atteggiamento verso il passato si rifletteva anche nei confronti dell’identità nazionale che ogni autore cercava di costruirsi con fatica. Un rapporto di amore e odio con la Heimat, la piccola patria delle proprie radici, vissuta come realtà dalla quale fuggire per essere liberi, ma a cui fare costantemente ritorno. Rileggere con analisi testuali e un’accurata trattazione storica quella stagione d’oro, riscoprire autori come Rainer Werner Fassbinder, Werner Herzog, Alexander Kluge, Edgar Reitz, Wim Wenders significa non solo accostarsi ad alcuni dei nomi più rilevanti della storia del cinema del Novecento, ma anche appropriarsi di validi strumenti per comprendere la realtà europea di questo nuovo millennio.


Giovanni Spagnoletti è direttore della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, direttore della rivista “Close-up” e insegna Storia e critica del cinema all’Università di Tor Vergata (Roma).


Alessandro Izzi è caporedattore della rivista telematica “Close-up”.

Indice


Introduzione; Capitolo Primo: Breve storia del cinema d'Autore in Germania; Capitolo Secondo: Il viaggio e l'identità. La Storia e il nazismo. La contemporaneità e il terrorismo. L'oggi e le sue contraddizioni. Oltre il cinema; Appendice: Non solo Autore: alcuni generi del Nuovo Cinema Tedesco.


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"Fare scuola con l'arte": la lettera di un'insegnante
19/02/2018 -

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera della docente Luisanna Ardu dell'Istituto Comprensivo "Randaccio-Tuveri-Don Milani" di Cagliari:

«Il libro mi è piaciuto moltissimo, mi fa pensare che la scuola che "ci piace" c'è ed è viva. Le quattro esperienze raccontate sono così coinvolgenti che dovrebbero essere lette soprattutto dalle giovani e future maestre affinché possano ispirarsi per attuare nelle loro classi didattiche coinvolgenti e significative. Infatti ne ho regalato una copia alla mia tirocinante.  

Quando ero giovane incappai nella lettura de Il paese sbagliato, di Mario Lodi... fu una lettura illuminante che mi aiutò a costruire situazioni simili nelle mie classi, insomma mi ispirai (con molta modestia, per carità!) agli insegnamenti del Maestro. Ecco, il racconto delle quattro esperienze didattiche, letto ora che ho più di trent'anni di lavoro alle spalle, mi ha fatto rivivere quell'emozione.

Brave!

Il libro va portato in giro  e pubblicizzato perché non fornisce ricette, ma spunti significativi utilissimi a chi dentro la scuola inizia, ma anche a chi ha bisogno di un po' di energia per continuare.»