L’arte della danza

Isadora Duncan
A cura di Patrizia Veroli

L’arte della danza

Voci e volti dello spettacolo 21
Uscito il 09/2016
Isbn: 9788875273262
Aree: Teatro
Keyword: Storia, teorie e monografie

 


 


 


 


 


 


Questo volume raccoglie la maggior parte dei testi scritti da Isadora Duncan, l’artista americana che all’alba del Novecento ha aperto una strada nuova alla danza, come pratica corporea e arte del movimento. Si tratta di testi ideati per conferenze, interviste o articoli: talora sono lunghi e strutturati, come il celeberrimo La danza del futuro, talora sono più brevi e concisi, quasi appunti dettati alle allieve. Sempre, tuttavia, si irradia da essi la visione che della danza aveva Isadora: libera dalle regole del codice classico-accademico – all’epoca l’unico linguaggio del balletto –, rigenerata nella sua capacità di entrare in armonia con la natura.
La Grecia classica appariva a Isadora come il luogo e il tempo in cui tutto ciò si era realizzato, per poi perdersi nel lungo cammino dell’umanità verso le false gioie del progresso materiale: ecco dunque il suo appello verso una danza che guardi all’arte antica come deposito di morfologie e di simboli capaci di elevare l’arte del corpo avvilita ai suoi tempi, così lei la vedeva, dall’insensatezza e dal voyeurismo. Bisognava rendere la danza tramite dei valori dello spirito, del radicamento dell’essere umano nel cosmo, garanzia di rigenerazione della vita stessa. Solo la donna avrebbe potuto compiere per Isadora una missione di tale portata: la danza libera, o moderna – come oggi la chiamiamo –, è stata all’inizio compito e patrimonio di giovani donne, per arrivare poi in fretta a essere praticata dagli uomini e a fecondare anche il codice classico-accademico.
I testi di Isadora Duncan hanno attraversato il Novecento: pur contestualizzati, criticati, ripensati, non hanno tuttavia perso un grammo della loro potenza ispiratrice e visionaria. Il volume è aperto da un saggio introduttivo della curatrice, che inserisce il pensiero di Isadora nel suo tempo. Gli scritti della danzatrice sono seguiti da una sua succinta biografia.


 


Isadora Duncan, nata a San Francisco nel 1877, ha impresso una svolta cruciale alla storia della coreografia. Con entusiasmo, passione e senza compromessi, ha militato per un tipo di danza che trovasse le regole del proprio divenire solo nelle esigenze creative individuali. Rivoluzionaria nell’arte non meno che nella vita, è stata un modello dirompente sia come artista che come donna. La sua morte precoce (1927) l’ha consegnata alla leggenda.


 


Leggi qui l'anteprima dell'articolo di Massimiliano Craus per Danzasì.


Ascolta qui la recensione di Radiolibri.


Leggi qui la recensione di Michele Olivieri per Nouvelle Vague.


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Creare è senza dubbio una delle principali peculiarità umane. Un istinto primario, una necessità irrinunciabile, che nasce dal bisogno di immortalità. Dall’impossibilità di accettare la nostra finitezza, il nostro limite più profondo. Per questo facciamo figli, erigiamo cattedrali, costruiamo città, realizziamo opere d’arte. Per restare. Per esserci anche oltre di noi. Per superare i limiti che la natura ci impone. E creare è sempre un atto d’amore.