Lavorare sul set

Benedetta Dalai

Lavorare sul set

Macchinisti, attrezzisti, elettricisti: come creare le condizioni materiali per fare cinema


Manuali di script  100
Uscito il 10/2007
160 pagine
Isbn: 978-88-7527-037-7
Aree: Cinema
Keyword: Professioni

 


 


Questo è un manuale di costruzione del set. Ma racconta anche le professioni di chi lo allestisce. Parla cioè di figure fondamentali e spesso dimenticate che rendono possibili, attraverso il loro lavoro, le riprese: macchinisti, attrezzisti ed elettricisti. Come lavorano, quali sono i loro “attrezzi del mestiere” e con quali altre figure professionali interagiscono? Attraverso interviste, aneddoti, testo tecnico, fotografie e illustrazioni si percorre il backstage dei set raccontando quello che la macchina da presa non ci mostra (quasi) mai e quel che avviene prima, durante e dopo il ciak. Il testo si conclude con un ricco glossario di termini tecnici cinematografici italiano-inglese e inglese-italiano.


Benedetta Dalai, diplomata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha lavorato a lungo come tecnico per il Teatro d’Opera e come assistente scenografo in prosa. Ha lavorato come tecnico anche per il film Hannibal di Ridley Scott. Per la Dino Audino ha pubblicato L’ABC della scenotecnica.

Indice


Introduzione: Il mestiere più bello del mondo: i tecnici del cinema; Capitolo Primo: Una giornata particolare: sul set; Capitolo Secondo: Gli attrezzisti e gli oggetti di scena: i props; Capitolo Terzo: Gli elettricisti e la luce: gli sparks; Capitolo Quarto: La struttura portante: i macchinisti; Capitolo Quinto: Ferramenta, legno, corde, nodi e altri materiali; Capitolo Sesto: Telai e gelatine; Capitolo Settimo: L'interazione con la macchina da presa; Capitolo Ottavo: La storia, il presente e il futuro delle nuove tecnologie; Conclusioni; Glossario inglese-italiano; Glossario italiano-inglese; Bibliografia; Ringraziamenti.


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"Fare scuola con l'arte": la lettera di un'insegnante
19/02/2018 -

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera della docente Luisanna Ardu dell'Istituto Comprensivo "Randaccio-Tuveri-Don Milani" di Cagliari:

«Il libro mi è piaciuto moltissimo, mi fa pensare che la scuola che "ci piace" c'è ed è viva. Le quattro esperienze raccontate sono così coinvolgenti che dovrebbero essere lette soprattutto dalle giovani e future maestre affinché possano ispirarsi per attuare nelle loro classi didattiche coinvolgenti e significative. Infatti ne ho regalato una copia alla mia tirocinante.  

Quando ero giovane incappai nella lettura de Il paese sbagliato, di Mario Lodi... fu una lettura illuminante che mi aiutò a costruire situazioni simili nelle mie classi, insomma mi ispirai (con molta modestia, per carità!) agli insegnamenti del Maestro. Ecco, il racconto delle quattro esperienze didattiche, letto ora che ho più di trent'anni di lavoro alle spalle, mi ha fatto rivivere quell'emozione.

Brave!

Il libro va portato in giro  e pubblicizzato perché non fornisce ricette, ma spunti significativi utilissimi a chi dentro la scuola inizia, ma anche a chi ha bisogno di un po' di energia per continuare.»