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Anticipazione: Manuale di clownterapia
13/01/2017 -

 


Da giovedì 19 gennaio sarà disponibile in libreria e sul nostro sito: "Manuale di clownterapia" di Vladimir Olshanskij. Clicca su leggi di più per la Premessa dell'autore.




Strana epoca la nostra. Disponiamo di una straboccante quantità di informazioni. Un giorno sentii qualcuno affermare: «Ho un angelo custode istallato dentro il mio computer, si chiama Santo Google. Ha risposte per ogni mia domanda».


È proprio vero. Ci si trova di tutto e ogni cosa è offerta su un vassoio con tanto di centrino. Se prima avremmo dovuto faticare in biblioteca, frugare per ore nei libri, oggi non è più necessario. Il sapere inaccessibile ha smesso di essere tale. Ma vivere per questo non è diventato più facile. Anzi. Talvolta mi assale un senso di vaga infelicità, di smarrimento... Ovunque vada. In ogni paese. Sta succedendo qualcosa, una specie di ri- voluzione mondiale. Ma non è una rivoluzione percepibile all’esterno, è una rivoluzione interiore.


Cosa mi spinge a scrivere questo libro? Il desiderio di indagare dentro di me e di riflettere sulle problematiche che non può non porsi chiunque abbia scelto un’attività artistica, in qualunque forma. È la mia prima fatica letteraria. Versi ne ho scribacchiati fin da piccolo, ma ben altra impresa è scrivere un libro.


La mia vita a un certo punto si è come ribaltata e mi ha obbligato a esaminarmi dal punto di vista del mio lavoro in ospedale. Siamo stati definiti dei “clown dottori”, ma è una definizione impropria, non veritiera. In realtà noi siamo degli attori dal talento comico, siamo dei clown e lavoriamo in ospedale: siamo dei clown ospedalieri. La nostra è una professione del tutto nuova e nasce al confine tra il teatro e il circo. Ed è anche una professione pregna di un particolare elemento di cui in questa nostra epoca dobbiamo fare spesso a meno; questo elemento si chiama umanità, attenzione per l’altro, per chi sta soffrendo e vive accanto a noi. Quando aiuti qualcuno in un momento difficile, talvolta drammatico, della sua vita, allora condividi con lui sia il suo dolore che la sua gioia. Venendoti a trovare in un posto dove la Morte e la Vita vanno per mano, volente o nolente cominci a farti certe domande: la vita, cos’è? Il senso, dov’è? E la morte? Perché muoiono i bambini? Se non ti dai delle risposte lavorare in un posto come un ospedale è un’impresa impossibile.


A quelle domande io ho provato a dare delle risposte. Ma era anche importante condividere l’esperienza derivante da un lavoro piuttosto inconsueto per un clown. È per questo motivo che in questo libro viene anche descritto il metodo in base al quale attori dal talento comico acquisiscono le basi della nuova professione del clown ospedaliero. Questo metodo è nato in Italia, dove è anche stato fondato Soccorso Clown, la prima organizzazione in questo paese di clown ospedalieri professionisti dello Spettacolo al servizio della Salute. Nelle pagine di questo libro troverete anche dei versi. Non mi ritengo un poeta, ma la poesia aiuta a sintetizzare un’idea, a immaginarla, a renderla più vivida, più comprensibile al cuore. 




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Creare è senza dubbio una delle principali peculiarità umane. Un istinto primario, una necessità irrinunciabile, che nasce dal bisogno di immortalità. Dall’impossibilità di accettare la nostra finitezza, il nostro limite più profondo. Per questo facciamo figli, erigiamo cattedrali, costruiamo città, realizziamo opere d’arte. Per restare. Per esserci anche oltre di noi. Per superare i limiti che la natura ci impone. E creare è sempre un atto d’amore.